post-it paturniosi


a volte mafalda, a volte lucy van pelt, a volte betty boop
sempre e comunque paturniosa detta pattie (o patù)

c'è anche un blogghino:
http://nuovepaturnielibere.blogspot.it/
lapattie.pattie(at)gmail(dot)com

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La prima volta mi ero fatta uno schemino per non perdermi tra tutti gli Aureliani, gli JosèArcadi, (E le Amarante, le Ursule e le Remedios).

Poi ho preso l’abitudine a rileggerlo una volta all’anno e ho imparato a memoria la fine (che tutti innamorati dell’incipit e va bene, ma la fine con il vento, la struggenza e l’ineluttabilità è un pezzo di poesia vera).

Ora è qualche anno che non lo riprendo in mano, ma so che quando lo farò ritroverò una cosa che le altre volte mi ero persa.

Tagged: libri della vita

Una cosa che hanno in comune i grandi amoridivitamia è quello di fidanzarsi con cesse nasute.

Me ne faccio una ragione e intanto li rimuovo dal BDO.

Tagged: zitellaggine 2.0

Ho deciso di fare la roba dei 100 giorni felici sul BDO. Lo faccio per la stessa ragione in cui l’anno scorso fotografavo un cielo al giorno. E lo faccio pure per sistematizzare una cosa che faccio dal 15 di ottobre. Ogni giorno devo vedere una cosa bella, mangiare una cosa buona, respirare una volta in maniera consapevole e profonda.

Il mio lutto si vive anche così: cercando il sorriso, come avrebbe voluto lei.

Buffy ha la faccia da vecchia e solo due anni più di me. Non mi sento troppo bene.

Tenerezza

Tenerezza

Source: mivestodadulto

Una cosa che ho capito è che a me non piacerà MAI andare in palestra.
A sto giro sto andando abbastanza regolarmente (perché ci vanno pure le mie amiche e quindi ho il senso di colpa a ringambare). Però Non mi piacerà mai, non avrò mai quella luce assassina negli occhi che viene agli appassionati della palestra (succede anche agli insospettabili.

Non sarò mai come amicaarchitetta che ora che è incinta rimpiange lo spinning come il prosciutto crudo.

Son più d’accordo con l’amico che ieri sera ha chiosato: io lo prendo come un lavoro che devo fare e spesso non mi entusiasma, In più c’è l’aggravante che sei tu a dover pagare.

Tagged: io e lo sportlamentismiconsiderazioi utilissime

cosipergioco:

Arrivi a 32 anni senza un compagno e magari con gli altri fai anche la splendida, quella che accetta la cosa senza alcun tipo di problema e che continua a ripetere come un mantra “no, ma non voglio mica per forza una storia seria, cioè anche solo qualcuno per scopare va bene” e ci agganci una risata serena. Poi però appena ti fermi un attimo a rifletterci ti rendi conto che non è vero. Che della scopata sterile non te ne fai veramente un cazzo. Sì può essere bella, piacevole, soddisfacente, per una sera, poi?

Non mi pesa in assoluto non avere un compagno, la mia vita è piena di affetti, di persone, di cose da fare che a volte mi fermo a pensare che se avessi qualcuno non saprei nemmeno quando vederlo. Per questo sono convinta che non mi posso accontentare di niente che non sia un amore pieno e completo perchè se non ne valesse la pena non starei di certo a trovargli spazio e tempo togliendoli a coloro che oggi sono parte della mia vita e che di sicuro quello spazio e quel tempo se lo meritano.

Quindi non si tratta di rinunciare al sesso, si tratta di rinunciare al sesso fine a se stesso perchè davvero ora non so più che farmene. Bello, ma ora io voglio tornare a casa e avere qualcuno con cui farlo, non tornarci alle tre di notte dopo avercelo fatto.

Tipo parola per parola, anche se per me dovrebbe essere un amore che mi fa pensare di poter liberare una parte di armadio (e ora che ho la perfetta scarpiera di Imelda Marcos, dovrebbe essere proprio una cosa da film)

Il lato positivo di svuotare le scatole

L’ultimo giorno che sono stata felice avevo addosso una stola. La stola mio papà l’aveva comprata per mamma, ma poi aveva deciso che dovevo metterla io.
Mamma aveva fatto un po’ di muso, ma poi aveva accettato.
Quella stola mi ricorda uno dei nostri ultimi bisticci divertenti; avevo la brutta abitudine di rubarle le cose e lei faceva finta di arrabbiarsi ma poi cedeva.

Quando sono arrivata nella stanza d’appoggio mi sono accorta che nella scatola delle sciarpe la stola dell’ultimo giorno in cui sono stata felice non c’era.

Per quattro mesi mi son tenuta il magone, sperando vivamente ce fosse finita in una delle scatole del trasloco, ma sperandoci poco, perchè io ho un gran talento nel perdere sciarpe, cappelli e guanti.

Invece svuotando le scatole dopo essere tornata a casa, l’ho trovata e da allora la metto quasi tutti i giorni, cercando di ritrovare un po’ del sole di quella giornata di settembre.

Se io fossi veramente coraggiosa farei una bella pulizia del BDO. Ho troppi profili che guardo ogni tanto per farmi male. Per vedere che le vite vanno avanti (mentre la mia molto meno).
Ma non sono così coraggiosa, e nemmeno così furba.

Sto attaccata alle cose e mi crogiolo nei se e nei ma.

Bisognerebbe lasciar andare, ma non ce la faccio.

(E poi quasi tutti son dei tecnolesi con il profilo aperto, quindi potrei continuare lo stesso a farmi del male)

Riflessioni sparse di un giovedì nuvoloso

- Ho fatto pace a fatica con il fatto che il dolore non mi renderà mai inappetente, anzi. Anche nei momenti più tristi a un certo punto mi viene fame. (è una bella sfiga, ma proveremo a conviverci)

- Delle volte scrivi delle cose intelligenti e buffe   mi vien quasi da dimenticare che sei un cretino e ti vorrei un sacco cuoricinare (ma poi non lo faccio, perché a tutto c’è un limite).

- Ho fatto step martedì e ho male ai polpacci oggi, son cose belle.

- Il giovedì sta diventando peggio del mercoledì e lo odio tantissimo, mentre sto rivalutando il lunedì, che in fondo non è così male.