post-it paturniosi


a volte mafalda, a volte lucy van pelt, a volte betty boop
sempre e comunque paturniosa detta pattie (o patù)

c'è anche un blogghino:
http://nuovepaturnielibere.blogspot.it/
lapattie.pattie(at)gmail(dot)com

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Capiscio che mi sta per venire il ciclo (con largo anticipo, e questa volta bene, che se riesco a evitarmi il volo intercontinentale “in quei giorni” è tutta gioia) perché mi viene da frignare senza motivo lamentandomi con me stessa che nessuno mi porta al mare. (Quando poi a ormoni fermi mi so benissimo portare al mare da sola).

Ho comprato i sandali da camminare, sto selezionando pantaloni leggeri e gonne lunghissime, ho fatto la vaccinazione anti-tifo. leggo un libro sulla cultura indiana e cerco di imparare bene tutto su Shiva, Krishna, Ganesh e compagnia.

Sono molto molto felice, sarà un viaggio di profumi, cose e pensieri.

(E poi io e le vecchie ci litigheremo stoffe e monili)

Tagged: verso l'esportazone della piadina romagnola

Ogni volta che leggo una storia di malattia e ospedali (oggi per esempio questa), mi torna in mente l’anno scorso. 

Papà che ti ha comprato subito la carrozzella, perché così poteva parcheggiare lontano ( e i tuoi buffi: posso camminare, sono solo pigra), la cura che mettevi per prepararti quando dovevi andare a fare la chemio e le infermiere, che erano tutte affascinate da te.

Mi viene in mente il primario, stronzo come tutti i primari, e rinrazio ancora di aver avuto vicino gli angeli dell’assistenza domiciliare ( e tu che te ne approfittavi, usando l’angelo titolare come giustificazione per ogni tuo capriccio).

Mi torna in mente che la tua malattia, con tutta la sofferenza, è stata anche un periodo di serenità, l’hai vissuta  a modo tuo, godendo delle brioche buonissimo del bar dell’ospedale e cercando di capire quali piante si vedevano dalla tua stanza.

Sono passati 9 mesi, da quando te ne sei andata, e a volte mi sembra un giorno e a volte molto di più. 

L’estate scorsa vivevo con il fiato sospeso, poi c’è stato un momento (da ottobre a Natale) in cui non ho respirato del tutto. Ora respiro, ma male, come se mi avessero diagnosticato un’asma che durerà tutta la vita. Solo che per la mia asma non c’è ventolin che tenga, ci si può solo convivere.

Tagged: lettere alla mamma

Ho portato a termine i 100 giorni felici, sono stata a una bellissima festa in piscina (con open bar, grigliata e conferma delle decisione giuste), ho passato una serata scemissima con troppo vino bianco, profumo e risate.

Oggi è lunedì e sembra novembre, ma, dopo il week-end appena passato, non posso essere di cattivo umore.

Tagged: pollyannismi

E così mancano 4 giorni alla fine dei 100giornifelici.

Se fossimo in una commedia romantica, in questi 100 giorni avrei incontrato l’uomo della mia vita (burbero dal cuore tenero, un po’ tamarro e molto figo) e sarei diventata una chef stellata.

Purtroppo la mia vita non la scrive Nora Ephron ( che riposi in pace) e nemmanco Amy Shermann Palladino (che ha mollato anche le Gilmore, figuratevi se si occupa di me)., quindi niente di così eclatante è successo. 

Però ho vinto un nuovo sguardo sul mondo, ho imparato a cercare con tigna e testardaggine almeno una cosa bella, e dopo i 50 giorni non mi è sembrato nemmeno faticoso.

Ho fatto un album che si chiama “La felicità è un muscolo”, che raccoglie tutti i momenti di questi tre mesi in cui mi sono imposta di stare bene e da lunedì lo guarderò come dimostrazione del fatto che “si può fare”.

Tagged: Tigna felicetigna è valore positivo.

Soddisfazione della settimana

Ho trovato la foto profilo perfetta (per il BDO).

Ora non la cambio più.

(E spero ben ce ci siano un paio di tizi che si daranno di cretino)

Fino a poco tempo fa mi piaceva cucinare tutto, tranne i dolci.

Ora mi piace fare anche quelli. Solo che poi non mi piace mangiarli (a parte la mitica torta amara) e quindi li porto ai collegucci (che abbiamo bisogno di dolcezza, visti i bocconi amari che ci tocca mandar giù per via di quella stronza di Collegaspia),

Oggi ho portato clafoutis di ciliegie, la prossima volta porterò la cheesecake.

Nonna papera, scansate.

Sai, stanotte ti ho sognata.
Era un sogno buffo.
Guardavamo insieme la finale dei mondiali e tifavamo tutte e due Germania (per la nostra morale calvinista, che ci piace che i migliori abbiano i risultati migliori). E poi tu eri nel tuo studio e c’era un gran casino e tu mi dicevi: sabato prossimo devi aiutarmi a mettere a posto, che non ho più tempo.
E io te lo promettevo.

In realtà non riesco a entrare nel tuo studio, anche se so che dovrei, non riesco ad aprire il tuo computer. Prima o po lo dovrò fare e so che sarà durissimo, ma anche bello, come quando leggo le ricette dai tuoi quaderni e mi sembra di sentire la tua voce, che non mi sa dire le quantità delle cose, ma ragiona a q.b. (e io pure faccio così, non potrei mai essere una foodblogger perchésono imprecisa).

Stamattina quando mi sono svegliata ci ho messo un po’ a capire che era un sogno, o forse sei davvero venuta a dirmi che devo fare ordine (non solo nel tuo studio).

Abbi pazienza, prima o poi lo farò.

Tu torna a trovarmi, che i fa piacere.

Tagged: lettere alla mamma

Me ne frego del pericolo pioggia e scappo al mare. È il 10 di luglio e ancora non sono andata. Devo rimediare.

Liste

Passaporto: Fatto
Visto: Fatto
Scarpe per camminare: comprate
Guida: da comprare
Medicine: Decise.

mancano 25 giorni alla partenza del Viaggio che aspetto da tanto e sono proprio tanto felice.

Tagged: verso l'esportazone della piadina romagnola